10 motivi per cui gli in-ear monitor sono meglio delle casse spia

Ricordi quella volta che hai avuto un’esaltante esperienza di audio dal vivo con le casse spia? Si sentiva ogni particolarità del suono nei vari punti del palco, senza per forza alzare il volume a “11”. Il fonico di palco ha risposto immediatamente alle tue richieste. E c’era zero feedback.

No? Non sei solo.Il monitoraggio in-ear è nato dalla necessità di un’esperienza live più sicura e con un suono migliore, più bilanciato ed intellegibile.

Continua a leggere per saperne di più su che cosa può fare al caso tuo.

# 1 – Qualità del suono superiore

L’espressione “garbage in, garbage out” (“spazzatura in entrata, spazzatura in uscita”) esprime bene ciò di cui parliamo. Se stai usando una cassa spia e non senti bene se non a volumi da danneggiare le orecchie ed interferire con il mix generale, non “vince” nessuno. In alternativa, un paio di in-ear monitor personali offrono un suono sempre chiaro, a prescindere dalle limitazioni del luogo in cui ti esibisci. Quando è possibile gestire la propria performance in modo che si rifletta all’esterno ciò che noi stessi stiamo sentendo, è un’esperienza migliore sia per te che per il pubblico.
Sentirai subito una forte spinta di fiducia in te stesso come esecutore.

# 2 – Livelli di volume ottimali

Quando si utilizza una cassa spia, i fonici di palco spesso finiscono nel bel mezzo di una guerra tra volume amplificato e non amplificato. Cantanti, chitarristi acustici e tastieristi non sono completamente coperti dai suoni di chitarristi elettrici e bassisti, per non parlare della batteria. Quindi, chiedono ai tecnici: “Puoi alzare?“.

Forse” è il meglio che il fonico è in grado di offrire a causa dei limiti dell’amplificazione stessa, per la gestione della potenza degli altoparlanti, per quello che concerne il guadagno generale del bilanciamento acustico. Se il luogo ha una cattiva acustica, allora è ancora meno probabile. Con un sistema di in-ear monitor si otterrà un suono di qualità, potendo scegliere quello che si sente in totale autonomia e isolati dal resto, e i fonici non saranno costretti a sventolare bandiera bianca.

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# 3 – Niente più feedback!

Conosci bene il suono del feedback: quel fischio intenso e crescente che porta rapidamente le mani alle orecchie. Ma quali sono le cause?

Ciò accade quando un suono amplificato viene captato da un microfono e ri-amplificato dall’altoparlante, creando così un circolo vizioso infinito. Questo si verifica spesso in palchi “affollati”, dove microfoni e monitor sono troppo vicini tra loro. Quando tutta la band chiede al tecnico di accendere i propri microfoni, il feedback è inevitabile.

Gli in-ear personali annullano questo scenario. In un certo senso, “sigillano le casse” nelle orecchie, rompendo quindi il disastroso anello sonoro.

# 4 – La salute prima di tutto

L’esposizione cronica a livelli elevati di pressione sonora può danneggiare l’udito in modo permanente. I tappi per le orecchie possono aiutare, ma anche i migliori tappi sono in grado di alterare la risposta in frequenza. Gli in-ear monitor contribuiscono sia a proteggere le orecchie da rumori esterni, sia a farci ascoltare (bene) solo i suoni necessari.

Con i controlli è possibile regolare il volume ad un livello sicuro. È di gran lunga l’opzione più sana.

 

# 5 – Riduciamo lo stress vocale

Il cantante più potente non è preparato per una chitarra elettrica ad alto volume o al kit di batteria anche non amplificato. Quando i cantanti non si possono sentire sul palco, il che accade spesso con le casse spia, spingono le loro voci troppo in là, danneggiando le corde vocali e accorciando la propria carriera.

Gli in-ear monitor personali consentono di ascoltare nitidamente la propria voce, così non sarà necessario urlare più di amplificatori per chitarra ed altri strumenti “prepotenti”. In aggiunta alle proprie parti vocali, è possibile includere nel mix ogni altro strumento amplificato sul palco, così da avere un’ottima base musicale sempre nelle orecchie.

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# 6 – Monitoraggio stereo

Un netto vantaggio della maggior parte dei sistemi di monitoraggio in-ear è la capacità di ascoltare in stereo. Le nostre orecchie sono fatte per l’ascolto stereo, quindi un mix di questo tipo è più simile a un ambiente di ascolto naturale. Quando si è in grado di ascoltare un mix dal suono naturale, è molto più probabile sentirlo ad un volume più basso. Questo significa che le orecchie rimarranno sane nel lungo periodo.

# 7 – Un buon mix per il pubblico

Le casse spia sono direzionali alle alte frequenze, ma diventano omnidirezionali a quelle basse. Ciò non aiuta il buon suono, perché quando sono rialzate, emanano basse frequenze dalla parte posteriore ed il tutto può confondere il mix e rendere ad esempio la voce incomprensibile per il pubblico, soprattutto in locali piccoli. Quando si utilizzano più monitor in-ear, il fonico di sala può concentrarsi sul fornire il miglior mix possibile al pubblico, senza dover tenere conto di eventuali “emorragie sonore” provenienti dal mix di palco.

# 8 – Portabilità

Se suoni uno strumento amplificato, allora già conosci il peso di un amplificatore e di una cassa spia. Più sono grandi, più grande è il veicolo di cui hai bisogno per trasportarli e più grande è la spesa per il combustibile. Un sistema completo di in-ear monitor prende posto in una valigetta. Inoltre, sbarazzarsi di casse e cavi per altoparlanti dà al palco stesso un aspetto più professionale e pulito, che conta molto se i tuoi concerti avvengono durante cerimonie come matrimoni, servizi di culto ed eventi aziendali con alti standard estetici.

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# 9 – Mobilità

Quando si utilizza una cassa spia, la posizione è limitata ad un punto sul palco dove il mix suona meglio. Spostala un po’ a destra o a sinistra e le cose peggiorano. Perché? Poiché gli altoparlanti sono direzionali!

L’utilizzo di in-ear monitor, d’altra parte, è come quello di normali cuffie: il suono va dove vai tu. Quindi, sentirai lo stesso mix ovunque, anche ai lati più estremi del palco.

# 10 – Controllo personale

Forse la particolarità più ambita di un monitoraggio in-ear è avere il controllo diretto e personale su ciò che si sente. Si può comunque contare sul fonico per regolazioni di precisione, ma è possibile settare il volume al volo con la manopola sul ricevitore da tasca, e si possono scegliere diversi volumi tra te stesso ed il mix.

Se si utilizza un mix stereo, si ascolta allo stesso volume in entrambe le orecchie, ma è possibile eseguire un pan a sinistra o a destra per sentire di più o di meno in una delle orecchie. Se si utilizza un sistema con MixMode®, si sentirà la sintesi del mix in entrambe le orecchie. Da lì, è possibile utilizzare i comandi da tasca per regolare il bilanciamento delle sorgenti sonore. Ad esempio, si potrebbe desiderare voce e chitarra nell’orecchio sinistro, e batteria e basso nel destro.

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