Come diventare i migliori amici del fonico in cinque passi

È proprio vero quello che dicono: se i fonici arrivano da Venere, i musicisti da Marte. Esattamente come un’anziana coppia sposata da troppi anni per tenere il conto, fonici e musicisti portano avanti da anni una guerra fatta di frecciatine, battute da bar e malcontenti reciproci. Anche se nessuno dei due lo ammetterebbe mai, la loro coesistenza è indispensabile per salvare le situazioni più disperate e, più semplicemente, portare a termine uno spettacolo senza intoppi. Cosa può fare allora un musicista per mantenere una serena convivenza con chi c’è dietro al banco?

Imparate il nome del vostro nuovo amico

Nel celebre libro “Come farsi nuovi amici e influenzare le persone”, lo psicologo Dale Carnegie afferma che “il nome di una persona è per egli la parola più dolce e importante dell’intero vocabolario”. Ovviamente si sbagliava: il suono della vostra chitarra è quello più dolce della storia, ma allo stesso tempo sforzarsi di ricordare il nome del fonico non può che aiutarvi a partire con il piede giusto. Nel caso di brutte amnesie temporanee potete sempre aggirare la cosa con un amichevole “ehi” e salvarvi da figuracce.

Non rompete i giocattoli del vostro nuovo amico

Come vi sentireste se uno sconosciuto impregnato d’alcool iniziasse a vagabondare goffamente per la vostra casa calpestando le chitarre, inciampando sulla vostra tanto adorata pedaliera e rovesciando tutti i piatti della batteria. Personalmente credo che arrabbiati non renda abbastanza l’idea. Ebbene, è esattamente così che si sente un fonico quando certi performer esagerano con la foga artistica, maltrattando continuamente tutti i pezzi opportunamente montati dal service, che si tratti di microfoni, casse spia o aste. È difficile da credere, lo sappiamo, però quegli strumenti spesso costano tanto quanto le vostre chitarre, batterie e via discorrendo.

Siate realisti

Gonfiare l’ego di un musicista non è per nulla difficile. Vi basterà fargli leggere un articolo di Rolling Stones in cui Keith Richards racconta come ha ottenuto un particolare suono di chitarra utilizzando qualche oscura tape machine per riempirlo di aspettative, facendogli credere che ogni fonico sia in grado di riprodurlo senza problemi. Cruda realtà: nel 90% dei casi nessuno può farlo, quindi cercate di essere realisti con le richieste e non offendetevi se non riuscite a raggiungere qualche obiettivo.

Siate puntuali

Il punto più noioso e ovvio della lista, ma anche il più sottovalutato: che siate il povero Keith Richards (ormai stufo di essere chiamato in causa per questo articolo) oppure l’ultimo chitarrista, a nessuno piace aspettare prima di un lavoro. Una volta stabiliti gli orari del soundcheck rispettateli sempre, così da mantenere un clima cordiale durante lo svolgimento dell’evento. Se proprio non riuscite ad impostare una sveglia in più nel cellulare provate a vederla sotto questo punto di vista: più tempo avete a disposizione per preparare tutti i dettagli, migliore sarà il risultato finale. E, dopotutto, non volete che il cameriere sputi nel vostro piatto di nascosto.

Lasciateli fare il loro lavoro

Generalmente i fonici sanno fare egregiamente il loro lavoro, o almeno così si spera. Un motivo in più per non iniziare a camminare in giro per la venue durante il soundcheck, magari per “controllare come suona”. Quello è il lavoro del vostro nuovo amico e se non volete ferirne la fiducia sarà meglio lasciarlo completare tutti i preparativi senza metter troppo bocca. Le critiche costruttive, i dubbi e le perplessità sono sempre accette, però come lui si fida delle vostre abilità da musicista anche voi dovreste fare altrettanto con le sue da fonico.

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