Il corretto trattamento acustico per le board rooms

Le moderne board room e sale conferenze sono rinomate per la scarsa acustica e spesso capita di imbattersi in ambienti in cui l’aspetto sonoro è stato completamente trascurato. Oltre ad un impatto visivo rilassante, per incoraggiare una salubre collaborazione e supportare la produttività quotidiana un’attenta pianificazione acustica è indispensabile. Architetti e interior designers sono in grado di creare contesti lavorativi stimolanti e spesso ripiegano su materiali estremamente riflettenti come vetro o metallo, contribuendo alla riverberazione della stanza: finestre, divisori, tavoli e schermi dei computer sono i principali fautori di una scarsa acustica, a causa di un assorbimento pressoché nullo.

RIFLESSIONI E RIVERBERO

Il suono all’interno della stanza è sempre composto dalla somma di tre addendi: fonte diretta, prime riflessioni e riverberazione. Il suono diretto viaggia solamente dalla fonte (un altoparlante, un altro interlocutore, …) all’orecchio dell’ascoltatore ma, come detto in precedenza, rimbalza contemporaneamente su muri, finestre, tavoli e tutte le altre superfici presenti in quella stanza prima di arrivare a destinazione. Tutte le riflessioni in grado di arrivare prima di 50ms dal momento di emissione vengono considerate ‘prime riflessioni’ (o early reflections in inglese) e spesso possono essere considerate ininfluenti. Ciò che arriva all’orecchio oltre i 50ms invece va a comporre il campo riverberante di un ambiente; nei casi più ostici non è difficile riscontrare situazioni in cui l’eccessiva riflessione del suono ne degrada l’intellegibilità, rendendo difficile la comprensione del parlato.

ECO

Un altro problema acustico molto comune nelle sale conferenza è l’eco, fenomeno che accade quando due superfici riflettenti sono poste parallelamente in una stanza, ad esempi i divisori in vetro tanto utilizzati per delimitare le diverse aree nei complessi più grandi. In questo caso anche se le riflessioni arrivano all’orecchio dell’ascoltatore dopo 50ms, queste sono facilmente percepibili come un eco molto ristretto dovuto al rimbalzo continuo delle onde fra le due superfici.

ASSORBIMENTO & DIFFUSIONE

Nella fase di pianificazione acustica di una stanza è importante tenere in considerazione sia il grado di assorbimento, sia la necessità di diffusione dei contenuti. Il primo aspetto diventa fondamentale nel caso di ambienti piccoli come board room o sale conferenza, visto che aiuta a ridurre il campo riverberante, minimizzando inoltre l’impatto di eco e risonanze naturali della stanza. Sul mercato sono disponibili centinaia di modelli diversi di pannelli fonoassorbenti, costruiti solitamente in vetroresina o spugna ad alta densità, con varie forme e colori per adattarsi meglio all’aspetto estetico della stanza; esistono inoltre moduli predisposti per essere installati sul soffitto, molto utili nel caso non sia possibile appenderli ai muri. Più pannelli è possibile aggiungere, più verrà ridotto il campo riverberante, anche se una stanza eccessivamente isolata rischia di apparire innaturale o ‘troppo vuota’. Dimensioni e budget sono sicuramente i due fattori limitanti durante la progettazione, ma come solitamente è sufficiente coprire il 20% della superficie per ottenere un ottimo risultato. Nonostante sia poco usata nelle sale conferenze, la diffusione è invece una caratteristica fondamentale degli auditorium in cui l’obiettivo è eliminare l’eco mantenendo la pressione sonora originaria all’interno della stanza.

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