Perché gli audiofili adorano la tecnologia elettrostatica

Se avete un amico audiofilo vi sarà sicuramente capitato di trovarmi immersi un fiume di complimenti riguardanti il magico suono prodotto da altoparlanti e cuffie elettrostatiche. Frasi come: “Sono incredibili! Non utilizzerai mai più un paio di cuffie normali!” mostrano appieno l’esaltazione per questo tipo di tecnologia, ma quanto arrosto c’è dietro a tutto il fumo?

A lungo confinate negli ambienti domestici di una ristretta nicchia di appassionati, cuffie e speaker elettrostatici si sono guadagnati una fama quasi mitologica grazie ad un bassissimo tasso di distorsione, chiarezza sonora senza paragoni e dettagli estremamente ricercati. Fortunatamente il progresso tecnologico ha finalmente permesso la progettazione e produzione di auricolari portatili  che sfruttino lo stesso espediente tecnico. Il processo di miniaturizzazione è stato tutt’altro che semplice, ma il risultato vale sicuramente lo sforzo. Ryan Waniata di Digital Trends sostiene che “Shure è riuscita a creare qualcosa di straordinario con il modello KSE1500, mettendo all’opera tutta la sua esperienza acquisita nel campo IEM e trasferendolo su un versante nuovo come la trasduzione elettrostatica.”

Qual è la differenza?

Gli auricolari elettrostatici utilizzano un principio completamente diverso per generare suoni; i driver di questi dispositivi sono formati da una membrana molto fina racchiusa fra due piani elettrificati. Un diaframma simile può vantare su un peso pressoché irrilevante e si muove senza alcuno sforzo per creare le onde acustiche. Nonostante necessiti di un segnale ben amplificato per funzionare al meglio, la tecnologia elettrostatica offre numerosi vantaggi sia rispetto alla controparte dinamica (utilizzata ad esempio nei classici diffusori ‘a cono’), sia ai driver rinforzati (tipici dei sistemi personal monitoring).

Distorsioni

Diversamente dai diaframmi tradizionali, formati da molti più componenti e quindi più pesanti, un setup elettrostatico non presenta parti mobili se non il diaframma stesso. La superficie è costantemente sottoposta ad una carica di tensione continua a 200V, che permette un’eccitazione uniforme nel campo elettrostatico e soprattutto riducono le distorsioni generate meccanicamente dai driver dinamici.

Spettro di frequenza

Le proprietà fisiche del diaframma elettrostatico permettono ad un singolo driver di riprodurre un range molto esteso. Gli auricolari tradizionali spesso richiedono più di un driver per raggiungere una risposta in frequenza simile, introducendo però problematiche di fase e deviazioni nello spettro. Nonostante le soluzioni multi-driver siano ormai molto comuni, la semplicità di un singolo diaframma assicura sempre una perfetta correlazione di fase e l’assenza di altre distorsioni acustiche.

“La combinazione di bassi morbidi, una banda media trasparente e alte frequenze così estese sono tutt’altro che la normalità per degli auricolari” scrive John Atkinson su Stereophile riferendosi al modello KSE1500.

Risposta ai transienti

Partendo dal presupposto che un diaframma elettrostatico vanta una massa minima, viene naturale pensare come la risposta ai transienti non abbia paragoni con altri modelli. Una tale velocità e libertà di movimento non potrebbe mai essere eguagliata da diaframmi mossi meccanicamente.

“È possibile isolare qualsiasi strumento, musicista e dettaglio,” sostiene John Sciacca nella sua recensione di KSE1500  per Residential Systems. “Ancora ricordo quante volte mi è capitato di ascoltare un brano ad occhi chiusi e aprirli per cercare con lo sguardo il musicista!”

Precisione

La tecnologia elettrostatica è senza alcun dubbio la più precisa nella riproduzione musicale. Gli auricolari Shure KSE1500, ad esempio, non colorano il suono accentuando particolari bande di frequenze. Che si tratti di un aspetto positivo o negativo questo sta a voi deciderlo: un album registrato a regola d’arte risplenderà in tutti i suoi particolari, esattamente come è stato pensato e progettato, ma allo stesso modo questo livello di precisione potrebbe rivelare tutti quegli aspetti non-così-perfetti di una registrazione.

“Ciò che più mi ha sorpreso degli auricolari elettrostatici Shure è l’abilità di sorprendermi continuamente e farmi scoprire nuovi particolari in album che credevo di conoscere da cima a fondo” sostiene Paul Strauss dal sito Technabob.

Ripagare gli sforzi

Shure ci ha messo quasi otto anni per perfezionare il sistema di auricolari elettrostatici KSE1500, ma considerando il risultato ottenuto possiamo sicuramente ammettere che gli sforzi sono stati completamente ripagati. Se l’obiettivo era riuscire a portare l’audiofilia fuori dal confino casalingo, Shure è riuscita a scoccare la prima freccia. Hearing is believing!

 Il sistema di auricolari elettrostatici Shure KSE1500, composto da speciali auricolari Sound Isolating™ e amplificatore DAC è compatibile con Mac, PC, iOS e dispositivi Android.

 

 

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