Perchè i cantanti scelgono Shure SM58?

Whole Lotta Love: i cantanti e lo Shure SM58

Siamo onesti, sono sempre piuttosto prevenuto riguardo al mio microfono preferito, ma tutto sommato non è nemmeno colpa mia. La colpa è del mio amore e affetto per lo Shure SM58, sviluppato dopo anni di chiacchierate con i nostri endorser e altri musicisti. Senza di esso sicuramente non saremmo qui a festeggiarne il 50esimo anniversario.

La parte più gratificante di questa grande festa è forse l’ininterrotta presenza del modello SM58; ci metterei la mano sul fuoco, nove volte su dieci ero la persona con indosso una maglietta Shure. Evidentemente però non sono l’unico a pensarla così; ho perso il conto di quante volte mi sono ritrovato in qualche angolo a discutere con qualcuno di questo piccolo microfono.

Dunque perché questa grande celebrazione?

Beh, le chances di entrare nel tuo locale preferito e trovare un SM58 montato sul palco sono sempre piuttosto alte e c’è sicuramente un motivo se è diventato il microfono più riconoscibile del mondo: qualità e resistenza.

Shure SM58 50esimo anniversario
Shure SM58 50esimo anniversario

Adorabilmente affidabile

Quando sei una giovane band stipata in un minuscolo tour-bus l’ultima cosa di cui vuoi preoccuparti è spendere quei soldi tanto sudati in strumentazione destinata a collassare dopo mezzo tour. Tutti gli artisti con cui ho parlato possono assicurarvi che il loro fido SM58 funzionava imperterrito dopo parecchie ore di palco ed esibizioni. Questo non vuol dire che dovete per forza cullare questi piccoli microfoni, tutt’altro: lo Shure SM58 ha dimostrato più volte la sua resistenza con energici musicisti come Roger Daltrey e Henry Rollins, che lo hanno sicuramente messo a dura prova serata dopo serata, concerto dopo concerto, anno dopo anno.

Abbiamo visto tutti almeno una volta il frontman degli Who far roteare il suo SM58 ad alta velocità…vi assicuriamo che non sempre si è trattato di un tranquillo atterraggio. Daltrey riuscì persino a romperne uno, ma dopo accurate ricerche si scoprì essere colpa di un cavo difettoso e il microfono continuò a funzionare imperterrito per il resto del tour.

Rollins inoltre, durante i primissimi anni con i Black Flag, era solito schiacciare letteralmente con le mani il suo SM58; alla fine della serata il microfono si ritrovata completamente annegato di sudore e con la griglia completamente ammaccata dall’aggressiva tecnica vocale di Henry. Nel mio ufficio ne ho ancora un esemplare usato nei loro tour mondiali; soltanto dopo dieci anni e oltre 750 spettacoli il microfono iniziò a mostrare qualche sintomo di cedimento.

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Henry Rollins e Shure SM58

Cristallinità vocale

Costruire un solido pezzo di metallo in grado di sopravvivere alle intemperie della strada è un aspetto, ma l’altra caratteristica dello Shure SM58 che riceve spesso i complimenti è la sua genuinità sonora. Ho utilizzato volontariamente la parola ‘genuinità’ proprio perché così mi è stato descritto nel corso degli anni, grazie ad una fama guadagnata nelle più variegate performance dal vivo che lo hanno reso lo standard dell’industria. Fonici e musicisti di tutto il mondo hanno avuto la stessa reazione: il microfono risponde parallelamente all’artista che lo sta utilizzando, nella sua forma più autentica. Henry Rollins lo apprezza a tal punto da preferirlo totalmente rispetto agli altri anche in studio. La medesima routine si ripete ogni volta: un fonico farà provare a Henry un nuovo microfono, seguito per un po’ di tempo dallo stesso frontman, che alla fine gli suggerirà di provare con un SM58. La risposta dell’ingegnere non necessita di spiegazioni: “ehi, suona esattamente come te!”.

In oltre 50 anni lo Shure SM58 ha convinto alcuni dei più famosi cantanti mondiali, aiutando a traghettare la passione per questo microfono attraverso i decenni. Giovani musicisti crescono vedendo Led Zeppelin, AC/DC, Bruce Springsteen e Run-DMC utilizzare il modello SM58, volendo assomigliare e suonare esattamente come i loro idoli. Quando finalmente possono stringerne uno fra le mani capiscono immediatamente perché artisti di quel calibro si siano affidati alla sua qualità e resistenza. In quel momento diventano parte della famiglia SM58.

La storia che ci viene raccontata più spesso è probabilmente questa: tutti ad un certo punto hanno iniziato la loro band nel garage di famiglia oppure in qualche scantinato, finché un giorno il cantante non si presenta con uno Shure SM58. Un microfono identico a quello presente nelle foto della loro band preferita. È in quel momento che capiscono di avercela fatta. Decisamente ‘a whole lotta love’ per un pezzo di strumentazione da 100$.

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