Senza fili! Come la tecnologia wireless ha cambiato il teatro

Gestire tutti gli aspetti sonori di una produzione teatrale è tutt’altro che semplice. Prima dell’avvento della tecnologia wireless per microfonare a dovere la scena era necessario ingegnarsi con complessi array di panoramici oppure anti-estetici dispositivi a filo, limitando così la mobilità degli attori. Zoe Milton, stage sound engineer e amministratrice di ASD (l’associazione internazionale dei sound designers), ci racconta come i continui passi in avanti nel mondo RF abbiano portato una vera e propria rivoluzione sui palchi di tutto il mondo.

L’ospite del giorno

Con l’arrivo di dispositivi senza fili sempre più economici ed efficenti, è ormai difficile scovare una produzione teatrale che non ne faccia grande uso: che si tratti di energici musical o statiche tragedie Shakespeariane non ci sono più molte scuse che ne limitino l’utilizzo. Zoe Milton ha vissuto questa importantissima rivoluzione sulla sua pelle, esattamente come tutti gli altri tecnici che svolgono una professione simile: stage sound engineer e amministratrice dell‘Association of Sound Designers, Zoe si è trovata a contatto con la crescente tecnologia wireless fin dai suoi primi studi presso la Royal Central School of Speech and Drama sul finire degli anni ’90, arrotondando come assistente fonico in celebri produzioni come Blood Brothers e Les Misérables. Dopo la laurea conseguita nel 2001 ha continuato a lavorare in spettacoli del calibro di My Fair Lady e Tonight’s The Night, divenendone la responsabile audio nel 2005 e concentrandosi successivamente sulle produzioni teatrali destinate alla messa in onda televisiva e alla distribuzione su DVD: “dopo aver avuto dei figli non ci tenevo proprio a ritornare in tourné” ci racconta. “Stavo cercando qualche lavoro che fosse sempre collegato all’attività teatrale, ma richiedesse meno tempo on the road. Fortunatamente nel 2009 si iniziò a diffondere l’iniziativa National Theatre Live, grazie alla quale gli spettacoli vengono trasmessi dal vivo nei cinema e nelle gallerie d’arte di tutto il mondo.”

Un passo alla volta

Quando Zoe ha iniziato a lavorare in teatro i microfoni wireless erano poco diffusi, principalmente a causa di elevati costi da sostenere e limitazioni tecniche: “ricordo che durante i preparativi di Les Mis potevamo utilizzare solamente 16 microfoni wireless perché ciascuno occupava moltissima banda nello spettro e le batterie duravano veramente poco! Ci ritrovavamo a dover sostituire direttamente i bodypack fra una scena e l’altra, accoppiandole man mano con gli attori a memoria. Ho cambiato talmente tanti bodypack in quel periodo da perdere il conto ad ogni spettacolo.” Purtroppo le disavventure con la vecchia tecnologia wireless non finiscono qui: “Il musical Chicago invece mi ha insegnato cosa significa la parola -pianificazione-, visto che al tempo i bodypack potevano durare anche due spettacoli di seguito, a patto di spegnerli ogni volta che non servivano. Non potevano essere accesi per nessun motivo prima delle cinque di pomeriggio, oppure non sarebbero arrivati alla fine del copione! Prima o poi qualche  errore sarebbe accaduto, e infatti nel 2002 in previsione della maratona di spettacoli The Coast of Utopia al National Theatre ci dimenticammo di ricaricare due battery pack. Ci ritrovammo a correre per tutto il teatro in cerca di batterie AA, sostituendole ogni volta che il led sui bodypack iniziava a lampeggiare. Terribile!” Fortunatamente i passi da gigante compiuti nell’ambito RF garantiscono finalmente delle sicurezze impensabili fino a qualche anno fa: “le aspettative di registi, attori e spettatori si sono alzate notevolmente negli ultimi tempi e questo è sicuramente dovuto al salto di qualità effettuato nell’esperienza sonora complessiva. Oggi è molto più facile controllare ogni segnale con la metà delle preoccupazioni rispetto ad un tempo e un rapporto qualità-prezzo senza precedenti; possiamo finalmente lasciare la completa libertà al resto dello staff, senza preoccuparci di movimenti eccessivi, impedimenti creati dalla progettazione del palco o dai costumi utilizzati. Quando ho iniziato a muovere i primi passi in questa professione un attore sospeso ad un filo sarebbe stato un incubo da microfonare!”

Shure e la tecnologia senza fili

La rivoluzione portata dai sistemi wireless non include solamente i microfoni, ma anche le dozzine di in-ear monitor utilizzate soprattutto dagli attori di musical: “inizialmente anche avere un solo sistema di In-Ear Monitoring sul palco era un lusso, spesso relegato a chi aveva la parte di canto principale in quella scena. Nôtre-dame de Paris nel 2000 ne è il perfetto esempio: tutti i brani erano pre-registrati e venivano riprodotti via DAT, ma le parti vocali erano assolutamente live. Riuscimmo a far avere sistemi di In-Ear Monitoring a quasi tutto il cast, ma al tempo gli auricolari erano tutt’altro che discreti: pesavano parecchio, si scaldavano facilmente e fummo costretti a nasconderli dentro ai vestiti di scena.” Shure continua a lavorare per alleviare il lavoro di tutti i tecnici: “la ricerca portata avanti da Shure è incredibile! Adoro le ultime innovazioni presentate in campo wireless, in particolar modo la ricerca e lo switch automatico dei canali in caso di interferenze o degradazioni. Mind blowing! Tutto questo mi permette di non dovermi più avvicinare agli attori ad ogni minimo problema, se non qualche interferenza fisica causata magari dal costume.”

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