Sistemi analogici vs sistemi digitali

Nel mondo dell’audio-pro pochi dibattiti riescono ad alzare la pressione sanguigna come il sempreverde analogico vs. digitale. Ci sono appassionati che potrebbero litigare sulla questione per ore, concludendo la maggior parte delle discussioni con lunghi elenchi di pro & contro per ambo le parti. Il mercato dei microfoni senza filo non fa eccezione, solo che in questo caso dobbiamo aggiungere la complicazione delle frequenze radio (RF) che non si comportano come un comune segnale audio. Per il seguente motivo, il dibattito analogico vs digitale assume connotati unici nel campo wireless, portandosi appresso il suo bagaglio di errori e incomprensioni. Ecco cosa vi serve sapere prima di scegliere l’uno o l’altro:

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QUALITÀ SONORA

È difficile determinare quale dei due metodi sia migliore da un punto di vista sonoro, viste le decine di variabili che ne possono alterarne la resa finale. I sistemi digitali tendono generalmente ad avere una qualità migliore, sia come range dinamico, sia come spettro di frequenze. Questo è dovuto al companding, un processo di compressione ed espansione necessario per la strumentazione analogica che permette al segnale di essere trasmesso come onda radio. Fortunatamente i moderni sistemi analogici, soprattutto quelli di fascia alta, riescono a limitare la perdita qualitativa integrando processi di companding avanzati, riducendo un problema frequente per i prodotti più economici.

LATENZA

Un aspetto dei sistemi digitali che sembra preoccupare parecchio è la latenza. La mentalità analogica naturalmente non deve preoccuparsi di tale problema, dove il ritardo complessivo è praticamente ignorabile, mentre nei sistemi digitali la latenza può dipendere da numerosi fattori, come spiegato in un precedente post su questo blog.

Pochi millisecondi di latenza sono naturalmente tollerabili in base al contesto di applicazione. Nel caso di un sistema per conferenze, un ritardo di 15 ms o poco più è considerato valido, mentre in un contesto da palco la questione si complica: il musicista infatti necessita di sentire la sua performance pressoché simultaneamente tramite degli auricolari in-ear e una bassa latenza è particolarmente importante per strumenti come la chitarra, in cui un qualsiasi tipo di ritardo potrebbe rovinare un’esecuzione ritmica corretta.

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PERFORMANCE RF

La differenza nelle performance RF dipende da quale fascia dello spettro RF viene occupata dal sistema; ad esempio, ttrambi i sistemi analogici e digitali possono operare nella banda UHF (480-865MHz), ma ramquelli digitali sono molto più efficienti in tale porzione. Alcuni sistemi digitali inoltre permettono di utilizzare fino al doppio dei microfoni nella stessa fascia RF rispetto al rivale.

A tal proposito dobbiamo però sfatare la formula “digitale = più canali”. Prendete ad esempio un qualsiasi sistema digitale ed utilizzatelo nella banda 2.4GHz, vi accorgerete di poter usufruire soltanto di 4-5 dispositivi, molti meno rispetto alla sua controparte analogica.

Differenze di resa a parte, è importante notare che le interferenze in campo RF possono avvenire con entrambe le soluzioni. In ogni caso un’efficace coordinazione e pianificazione delle frequenze è l’imperativo nello spazio UHF; evitare le interferenze di trasmissioni televisive e altre fonti wireless è necessario per un risultato complessivo di alta qualità. Per semplificare questo compito vi consigliamo di utilizzare il software gratuito Shure Wireless Workbench 6.

Inoltre, il nostro esempio a 2.4GHz non sarebbe coordinabile con Wireless Workbench, ma necessita di operazioni di scanning, calibrazione automatica delle frequenze e attenta gestione delle interferenze. Questo livello di automazione è sicuramente più economico e semplice, ma richiede un compromesso sul numero di canali disponibili.

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SICUREZZA

Se la sicurezza di una conversazione è la principale preoccupazione, la preferenza deve essere automatica, visto che soltanto i sistemi wireless digitali permettono di criptare il segnale. La maggior parte dei prodotti senza fili Shure utilizza AES-256 bit, considerato lo standard di mascheramento più sicuro al mondo.

CONCLUSIONE

I quattro punti elencati sono solo alcune differenze fra i sistemi wireless analogici e digitali. La scelta finale dovrebbe quindi dipendere maggiormente dalle necessità, piuttosto che da un semplice “migliore e peggiore”. Se tutti questi fattori vi appaiono come spiazzanti non preoccupatevi, non siete sicuramente gli unici; l’utilizzo di sistemi senza fili potrebbe sembrare decisamente scoraggiante, soprattutto rispetto ai recenti cambiamenti effettuati alle frequenze disponibili.

Nonostante ciò i microfoni wireless sono un punto indispensabile per le produzioni moderne e saperli utilizzare senza problemi è diventata una capacità necessaria per qualsiasi sound engineer. Per questo motivo Shure UK ha creato il sito Losing Your Voice’, a resource website for users of wireless systems, in cui poter rimanere aggiornati su tutte gli ultimi cambiamenti dello spettro RF.

Articolo originale di Marc Henshlal, per ShureBlog UK

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